Back from Japan pt.1
Prima parte del mio diario di viaggio
Da qualche giorno sono rientrato, a malincuore, dal mio amato Giappone e ho cominciato i lavori di camera oscura legati al progetto Kickstarter “TOKYO ANALOG PROJECT”.
Sono partito per Tokyo principalmente per collaborare con il reparto luci durante un workshop di fotografia di kinbaku (shibari/bondage), tenuto da uno dei principali maestri del settore, Norio Sugiura, 83 anni.
Ho approfittato dell’occasione per portare avanti il mio progetto fotografico.
Ma facciamo un passo indietro.
Quindi: questa era la mia stanza, che ho subito addobbato con i fiori che ho ricevuto in dono per il mio compleanno.
Come sempre quando vado a Tokyo alloggio nello stesso Hotel, tra Asakusa e Minamisenju, e vivo un po’ il quartiere senza allontanarmi troppo, se non per necessità.
Tra un giorno di workshop e l’altro, mi sono ritagliato del tempo per le mie foto. Quindi partiamo con il primo dei due principali shooting che ho organizzato.
Shooting n.1 - Yoko
Il 15 febbraio ho incontrato Yoko in un hotel dallo stile retrò per realizzare le prime foto di questo progetto.
La fortuna ha voluto che l’unica camera disponibile fosse pure una di quelle che prendevano un po’ di sole.
La mia idea era principalmente basata sul bagno, vasca e doccetta tradizionale giapponese.
Al suo arrivo, Yoko mi ha mostrato una serie di capi che si era portata, quindi ho optato per fare anche una serie di foto al di fuori del bagno, sfruttando divano, letto e qualche taglio di luce che entrava dalla finestra.
Attrezzatura: Nikon F3 con motorino M-D4, ottica principale NIKKOR 24mm f2.8. Ottica zoom NIKKOR 35-70 f3.5; pellicole HP5+ esposta a 400ISO.
Rollei 35 (Tessar 40mm f3.5) caricata con varie pellicole Lomography a colori(*).
Esposimetro Sekonic Flashmate L-308X.
A corredo: flash PHILIPS P526, mini-flash GODOX i20 con cavi e adattatori vari PC-Sync, caffè e birrette.
(*) Non uso MAI pellicole Lomography et simili, ma per il mio compleanno un’amica giapponese me ne ha regalate un tot, ed ho quindi deciso di usarle per questo primo shooting. Le tipologie erano: Classic-200 e Color92-400.
Pre partenza, l’idea era quella di avere la base dello shooting in bianco e nero e a lato una narrazione anche a colori in stile “usa-e-getta”, anzi, la mia idea iniziale era proprio quella di acquistare in loco delle macchinette di quel tipo. Ma poi mi sono detto, che senso ha? Mi porto una macchina piccolina che ha pure un controllo completamente manuale e con l’ausilio del flash(soprattutto quello PHILIPS) ha una profondità di fuoco sufficientemente ampia. A f8 c’è già almeno 1 metro e mezzo.
Durante lo shooting ho cercato di ripetere una cosa come nelle foto che avevo condiviso qua, inserendo il flash nell’inquadratura, come se la mia presenza fosse proiettata nella foto. Non lo so, mi piace come idea, rende il set impostato un po’ meno “impostato” e mi riporta l’immagine di una foto fatta da dietro alle quinte o comunque un po’ rubata.
Spoiler: l’ho ripetuto anche nello shooting successivo e credo lo ripeterò per i prossimi periodi. Chissà. Ma lo ha già fatto qualcuno? Sicuramente si, ma sinceramente: cazzomene.
Alla fine del pomeriggio la conta era 3 rullini in bianco e nero e 2 a colori.
Per evitare di riportarmi in aereo il triplo dei rullini con i quali ero partito e per provare la qualità dei lab giapponesi, ho subito portato il colore a sviluppare da Kitamura Camera a Shinjuku.
Pronto in 1 ora con tanto di mini provino.
Costo sviluppo 980¥
Costo provino 120¥
Totale di 2 pellicole: 2200¥ ovvero circa 13€
Devo dire, qualità dello sviluppo e pulizia del negativo praticamente impeccabile. Costo nettamente inferiore alla media milanese e qualità nettamente superiore.
L’esito reale degli scatti l’ho appurato ora che ho fatto le scansioni con il mio vecchio destriero, l’Epson v-600, che tutto è fuorché uno scanner serio. Però per l’utilizzo che farò io delle scansioni(social e archivio), va più che bene.
Sono soddisfatto. Con Yoko per di più è stato anche tutto sommato facile perché parla molto bene l’inglese.
Per quanto riguarda gli scatti in bianco e nero, ho avuto un problemino con il secondo rullino e seriamente mi auguro che sia stato io sbadato a non agganciarlo bene..anche se ne dubito fortemente.
Fatto sta che era vuoto. Niente di niente su tutta la lunghezza. Spero non sia stato nessun problema meccanico perché la F3 era rientrata dal fotoriparatore il giorno prima della partenza…
Fortunatamente con più di 120 scatti totali, per quanto mi riguarda ho largamente coperto il fabbisogno di materiale da lavorare dopo uno shooting analogico.
Concludo questa prima parte con qualche ricordo backstage del pomeriggio.
Con immutata stima
-EMA-
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